"Ti ricordi il mio tempo?
È stato lui a tradirci, consegnandoci a una distanza ormai eterna.
Ho giocato da sempre con la vita e la morte e ho sempre barato.".

La morte arriva, come uno schiaffo, come un vento che secca la gola e ti spoglia.
Alla fine rimani nudo ad affrontare il mondo.
La morte è anche una distanza, incolmabile, eterna.
Per tenere fede al principio del libro “non esistono distanze, sono solo apparenze”, Francesco deve interpretare il più lungo monologo dell’intero libro dove va a sottolineare come “nei piccoli gesti e nella poesia quotidiana la distanza viene annullata”. Un concetto difficile, che la stessa Chiara non comprende. Ci vuole direttamente una lettera dall’oltre tomba in una delle due liriche più importanti del romanzo a chiarire le idee..