"«Mi fa ridere la nostra bambina...».
«Lisa, nostra figlia ormai è una ragazza. Ha quattordici
anni...».
«Dai guardala, guarda come si guarda intorno... Sembra arrabbiata...
È... è... così buffa...».
«Chiara sta crescendo. E non guardarla!!».
«Mamma mia Enzo... Mi sembra ieri che le cambiavo il pannolino...
E invece guardala adesso... Ha gli atteggiamenti di una
piccola donna...».
«È una piccola donna»..".
Un pezzo complicato. Sfiorato in lontananza e nel profondo, nel cuore. Il rapporto tra genitori e tra figli e genitori viene descritto in tre prospettive differenti. Quella di Francesco è la più inusuale, forse quella più alternativa, irreale e ideologica che si poteva concepire. Infatti, l'idea è stata quella di inserire un ipotesi di rapporto in mezzo ad altri, così vicini e reali. Francesco non conosce neppure il padre, vive da solo e la madre è una famosa attrice. La sua distanza diventa solitudine, smarrimento, ricucita però con il rapporto epistolare che lo lega alla madre. Chiara invece vive una situazione più reale. Figlia di una coppia normale che ha perso l'affiatamento, la comprensione e il legame. Chiara vive il rapporto con i genitori in maniera differente, d'incompresione reciproca con la madre, d'attaccamento con il padre. Il terzo rapporto con i genitori è quello di Monica. figlia di una madre cattolica e di un padre silenzioso e distante dalle esigenze della figlia. L'incomprensione e l'emarginazione in famiglia porterà Monica ad una situazione prima autolesionista, in seguito di ribellione.